DELICATEZZA VERSO UN MALATO
1549 5. Una volta, dimorando Francesco in
quello stesso luogo, un frate, uomo di profonda spiritualità
e già da parecchi anni vivente nell'Ordine, si trovava
molto deperito e infermo. Francesco, al vederlo, ne ebbe compassione.
Ma i frati, a quei tempi, malati o sani che fossero, erano
sempre lieti e pazienti: la povertà era la loro ricchezza.
Nella malattia non ricorrevano a medicine; anzi, volentieri
sceglievano quanto contrariava il corpo.
Francesco si disse: «Se questo fratello mangiasse di
buon mattino dell'uva matura, credo che ne trarrebbe giovamento».
Un giorno si alzò all'albeggiare e chiamò di
nascosto quel fratello, lo condusse nella vigna vicina a quella
chiesa e, scelta una vite ricca di bei grappoli invitanti,
vi sedette sotto assieme al fratello e cominciò a mangiare
l'uva, affinché il malato non si vergognasse di piluccare
da solo. Mentre faceva lo spuntino, quel frate lodava il Signore
Dio.
E finché visse, egli ricordava spesso ai fratelli,
con devozione e piangendo di tenerezza, il gesto affettuoso
del padre santo verso di lui.